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Moana Pozzi

moana_pozzi_bianco
moana pozzi vestita di bianco

Biografia
Nacque il 27 aprile 1961, primogenita di Alfredo Pozzi, ricercatore nucleare, e di una casalinga, Giovannina Alloisio, originaria di Lerma in provincia di Alessandria. Quando ebbe tredici anni, Moana e la sua famiglia, a causa del lavoro del padre si trasferirono prima in Brasile, poi in Canada, e infine a Lione. Nel 1979 lasciò la famiglia che viveva a Lione (ma che poco dopo la sua partenza si trasferì di nuovo a Genova) e andò a stare per conto suo a Roma, cominciando a lavorare saltuariamente come modella e come comparsa in numerosi film. Era molto ambiziosa e quando comprese che la sua carriera non sarebbe decollata, si dedicò al porno come rapida scorciatoia per la notorietà.

Iniziò la sua carriera cinematografica a Roma nel 1980 con piccole parti in commedie. Nel 1981 condusse un programma mattutino per bambini su Rai 2, Tip Tap Club. Contemporaneamente cominciò anche a girare film porno, accreditata con pseudonimi sempre diversi (Linda Heveret, in Valentina, ragazza in calore, il suo primo film pornografico, e Margaux Jobert, in Erotic Flash) per non farsi riconoscere. Ma venne ugualmente scoperta e cacciata dal Tip Tap Club. Comunque (come ammise lei stessa) dalla vicenda ricavò una certa pubblicità.

Risale al 1986 la sua prima pellicola a luci rosse del "circuito di serie A", accreditata col suo nome fin dal titolo, Fantastica Moana, per la regia di Riccardo Schicchi. Entrata nell'entourage dell'agenzia Diva Futura di Schicchi, nello stesso anno partecipò allo spettacolo live Curve deliziose che la lanciò definitivamente nel mondo del porno e le diede anche una notevole pubblicità sulla stampa per via dello scandalo con risvolti giudiziari che ne nacque.

Fra i film di maggior successo Moana calda femmina in calore, Moana la bella di giorno, Cicciolina e Moana ai mondiali. Anche sua sorella Mima ne seguì le orme, divenendo pornostar a sua volta con il nome d'arte di Baby Pozzi, ma non ottenne mai un successo paragonabile a quello di Moana. Divenne assai popolare grazie alla televisione, ai cui programmi cominciò a essere invitata, anche grazie alle sue doti intellettuali e culturali sino ad allora, per il grande pubblico, insospettabili per un personaggio del porno. Più che la sua collega Ilona Staller, Moana Pozzi portò alla luce l'esistenza, precedentemente pressoché sotterranea, del vasto universo della pornografia e dei relativi consumatori.

Pubblicò a proprie spese il libro La filosofia di Moana (20.000 copie per un costo di sessanta milioni), fondando una casa editrice diretta dal giornalista Brunetto Fantauzzi. Ne La filosofia di Moana raccontava di personaggi famosi con cui avrebbe avuto rapporti sessuali occasionali. Il libro fece scalpore, anche per alcuni commenti, e veri e propri voti sulle "prestazioni" degli occasionali partner, fra i quali figurava anche un uomo politico inserito senza nome, ma riconoscibile per i notevoli indizi come Bettino Craxi non ancora Presidente del Consiglio ma già allora segretario del PSI[1].

Molto nota è anche la sua performance televisiva nel programma L'araba fenice (1988), nel quale faceva la critica di costume nuda o "vestita" solamente di un cellophane trasparente. Nell'estate 1992 condusse su Italia 1 in seconda serata il programma televisivo Magico David dedicato al mago David Copperfield. La popolarità di Moana fu tale che divenne anche protagonista di un cartone animato, realizzato dal cartoonist Mario Verger, che la vide coinvolta nella regia: il cartoon, intitolato Moanaland, fu trasmesso a più riprese da Blob e nelle puntate monografiche dedicate alla diva dell'hard. Sempre Verger, questa volta da solo, le dedicò un altro film d'animazione I Remember Moana, raccogliendo l'attenzione di Marco Giusti ed Enrico Ghezzi per Fuori Orario, vincendo la Menzione Speciale all'Erotic Film Festival negli Stati Uniti. Nel 1993 solcò le passerelle milanesi per la griffe di Chiara Boni.
Partito dell'Amore [modifica]

Personaggio discusso, non solo per il genere cinematografico grazie al quale divenne famosa (quello hardcore), ebbe anche una breve ma popolarissima esperienza in politica. Moana fu per quattro mesi al centro dell'attenzione dei media nelle Elezioni politiche del 1992, le ultime della Prima Repubblica, che si svolgevano nel pieno dell'inchiesta detta Mani pulite o Tangentopoli. Moana con il Partito dell'Amore diede vita alla prima esperienza italiana di anti-politica ma fu invitata al pari di altri a Tribuna elettorale[2][3][4] e riuscì a farsi conoscere anche all'estero, raccogliendo quasi duecento articoli di stampa[5].

Quando nel 1991 la collega Cicciolina uscì dal Partito dell'Amore[6], fondato da Riccardo Schicchi e Mauro Biuzzi[7], Moana rifondò il partito a fine gennaio 1992, concedendo il suo volto per il nuovo simbolo[8]. Le proposte di legge, dette Staller, per legalizzare le case d'appuntamento, migliorare l'educazione sessuale e la creazione di "parchi dell'amore", presentate con il Partito Radicale nel 1987 furono abbandonate per un programma più in linea con gli interessi di Moana: lotta alla corruzione politica e alla criminalità organizzata[9]. Guidò in prima fila il suo partito alle elezioni politiche del 1992 e alle elezioni comunali a Roma dell'anno successivo.

In questa seconda campagna elettorale abbandonò del tutto la precedente linea scandalistica[10] con la firma pubblica del documento di revoca delle cariche nel partito a Schicchi e alla Staller[11] e con la promozione di Moana a segretario nazionale[12] e di Mauro Biuzzi a vice-segretario e capolista per le successive elezioni amministrative del 1993[13]. Non riuscì ad arrivare al ballottaggio: in un primo momento dichiarò che, se si fosse verificata tale situazione, avrebbe supportato il candidato di Rifondazione Comunista Renato Nicolini; Nicolini non riuscì però ad arrivare al secondo turno e il Partito dell'Amore diede allora indicazione ai propri elettori di far confluire i voti su Francesco Rutelli.
Morte [modifica]

Moana morì all'Hôtel-Dieu di Lione il 15 settembre 1994. La sua morte, ufficialmente dovuta a un carcinoma epatocellulare, fu improvvisa, inattesa (aveva solo 33 anni) e diede origine a voci non controllate che affermavano che fosse dovuta all'AIDS, oppure che la stessa notizia del decesso fosse falsa. Tali voci - che negli anni si sono rincorse e sono state alimentate anche attraverso la pubblicazione di pamphlet - restano il segno più visibile di come Moana Pozzi sia rimasta un'icona ben presente nell'immaginario degli italiani.

Nel 2004, 10º anniversario della sua morte, nuove voci sulla sua improvvisa scomparsa sono affiorate. La Procura della Repubblica di Roma aprì un'indagine per stabilire se Moana fosse in vita o effettivamente deceduta. Il 18 settembre 2005, invitato in un programma di Enrico Vaime, Mauro Biuzzi (già esecutore testamentario di Moana[14]), per smentire queste voci mostrò per la prima volta il certificato anagrafico italiano, che riporta come data della morte di Moana il 15 settembre 1994[15]. Nel dicembre 2005, nel corso del programma di RaiTre Chi l'ha visto? fu mostrato per la prima volta il certificato di morte dell'ospedale di Lione. La famiglia ha confermato le circostanze della morte di Moana in diverse interviste ed è stata mostrata anche una lapide senza nome nella tomba di famiglia dei "Pozzi" a Lumezzane, vicino a Brescia in Lombardia.

Nel 2005 la famiglia - tramite il fratello Simone - annunciò la pubblicazione di un libro (il cui titolo è Moana, tutta la verità) dedicato alla vita e alla morte dell'attrice. Nel febbraio del 2006, nel corso dell'intervista rilasciata al programma di Raitre Chi l'ha visto?, quello che si credeva essere il fratello minore di Moana, Simone Pozzi, dichiarò di esserne in realtà il figlio, anche se resta ancora un mistero la paternità. Simone dichiarò di non avere intenzione di cercare un padre che non si era mai preoccupato né di lui né della madre. Mauro Biuzzi ha scritto una postfazione al libro di Simone ed è intervenuto più volte sul suo caso[16][17].

Ad aprile 2007 è stata pubblicata sul quotidiano Il Messaggero un'intervista al marito dell'attrice, Antonio Di Cesco, che ha rivelato di aver aiutato Moana a morire, praticandole l'eutanasia. Rifiutando l'idea di una lunga agonia, Moana aveva preso accordi col marito e nel settembre 1994, quando ormai non c'era più nulla da fare, questi fece entrare delle bollicine d'aria nel tubo della flebo[18]. A metà mese la Procura della Repubblica di Roma, su istanza del produttore Riccardo Schicchi, aprì un'inchiesta iscrivendo Di Cesco nel registro degli indagati[19]. Mauro Biuzzi ha smentito il Di Cesco[20].

Il 22 giugno 2007, nel corso dello speciale di Enigma (Rai 3) dedicato a Moana Pozzi e condotto da Corrado Augias, Mauro Biuzzi, responsabile dell'Associazione che ne tutela l'immagine, da lui fondata insieme alla famiglia, ha mostrato il test dell'HIV cui si sottopose l'artista nel 1992, a definitiva conferma che non aveva contratto l'AIDS[21].
Associazione Moana Pozzi [modifica]

A cinque anni dalla morte di Moana, il 7 giugno 1999, Mauro Biuzzi e la madre Giovannina Alloisio Pozzi costituirono l'Associazione Moana Pozzi[22]. Il sito internet dell'associazione, aperto nel 2004 dopo cinque anni di preparazione, è un "museo online" dedicato all'attrice e il maggiore archivio gratuito esistente di immagini, informazioni e documenti originali su tutte le attività di Moana. Biuzzi, quale Presidente dell'AMP, ha svolto numerosi interventi nei media italiani[23] e stranieri[24], come anche alcune azioni legali a tutela dell'immagine di Moana[25]. L'associazione ha anche istituito il premio annuale Miss Moana.
Omaggi [modifica]

Il film di Davide Ferrario Guardami, del 1999, si ispira alla figura di Moana Pozzi, nonché al rapporto controverso[senza fonte] con la sua famiglia. Il 15 settembre 2009, a 15 anni di distanza dalla morte, Sky Uno ha trasmesso un'intervista concessa da Moana a Pippo Baudo pochi mesi prima della sua scomparsa e, a seguire, il film-documentario Moana, magnifica ossessione, diretto da Hakim Zejjari e Max Croci: 40 minuti di filmati di repertorio e interviste.

Nell'autunno 2009 Sky Italia ha prodotto e trasmesso Moana, miniserie televisiva in due puntate dedicata alla vita e alla carriera di Moana Pozzi, dall'adolescenza alla tragica morte. A interpretare la pornostar italiana è l'attrice Violante Placido. La miniserie è stata ritrasmessa il 1º e il 2 dicembre ancora su Sky e successivamente su La7 a luglio 2011.

Nel 2009 Vittoria Risi ha interpretato Moana Pozzi in I segreti di Moana, un film diretto e interpretato da Riccardo Schicchi. Il film è stato girato sia in versione softcore che hardcore e presenta (a detta degli autori) rivelazioni inedite su Moana. Nel cast sono presenti diversi nomi celebri del cinema hard italiano, alcuni dei quali hanno lavorato con Moana Pozzi tra gli anni ottanta e novanta.
Opere [modifica]

* La filosofia di Moana, Roma, Moana's Club Edizioni, 1991
* Il sesso secondo Moana, Roma, Moana's Club Edizioni, 1992

Filmografia [modifica]
Filmografia pornografica [modifica]

* Valentina, ragazza in calore, regia di Raniero Di Giovanbattista (1981)[26]
* Erotic Flash, regia di Roberto Bianchi Montero (1981)[27]
* Delitto carnale, regia di Cesare Canevari (1983)
* Piaceri (1987)
* Moana la scandalosa, regia di Riccardo Schicchi (1987)
* Moana, la bella di giorno, regia di Riccardo Schicchi (1987)
* I vizi segreti degli italiani quando credono di non essere visti, regia di Camillo Teti (1987)
* Fantastica Moana, regia di Riccardo Schicchi (1987)
* Chiamami, regia di Lorenzo Onorati (1987)
* Moana e... le altre regine (1988)
* La bottega del piacere, regia di Arduino Sacco (1988)
* Provocazione, regia di Piero Vivarelli (1988)
* Una calda femmina da letto (Beefeaters), regia di Jim Reynolds (1989)[28]
* Inside Napoli, regia di Mario Salieri (1989)
* Diva futura, regia di Ilona Staller e Arduino Sacco[29] (1989)
* Super vogliose di maschi (1989)[30]
* Tutte le provocazioni di Moana, regia di Arduino Sacco (1990)
* Vogliose e insaziabili (Rise of the Roman Empress 2), regia di Jim Reynolds (1990)
* Rear Burner, regia di Henri Pachard (1990)
* Nothing Personal, regia di Henri Pachard (1990)
* Moana l'insaziabile, regia di Henri Pachard (1990)
* Ecstasy, regia di Luca Ronchi (1990)
* Cicciolina e Moana ai mondiali, regia di Jim Reynolds (1990)
* Backfield in Motion, regia di Jim Reynolds (1990)
* Folle desiderio anale (1991)
* Gioco di seduzione, regia di Andrea Bianchi (1991)
* Manbait, regia di Gerard Damiano (1991)[28]
* Manbait 2, regia di Gerard Damiano (1991)[28]
* Moana il trans e la tettona (Crossing Over), regia di Henri Pachard (1991)[31]
* Malibu Gorilla (Malibu Spice), regia di Alex de Renzy (1992)[28]
* Le donne di Mandingo, regia di Jim Reynolds (1992)
* Il castello del piacere, regia di Mario Bianchi (1992)
* Eccitazione fatale (Le professoresse di sessuologia applicata), regia di Giorgio Grand (1992)
* Double Crossings (1992)
* The Naked Goddess, regia di Gerard Damiano (1992)[28]
* The Naked Goddess II, regia di Gerard Damiano (1992)[28]
* Buco profondo - L'insaziabile viziosa, regia di Gerard Damiano (1993)
* Vedo nudo, regia di Mario Bianchi (1993)
* La putana, (1993)
* Canal stars ovvero tocco magico di Moana, regia di Mario Bianchi (1993)
* Moanaland, regia di Moana Pozzi e Mario Verger (1994)
* I Rememebr Moana, regia di Mario Verger (1995 postumo)
* Prendila è tua, (1995 postumo)
* Offerta indecente (1995 postumo)
* Milly: Fine, Crazy and Fancy, regia di Mario Bianchi (1995 postumo)
* Lezioni anali (1995 postumo)
* Il gorgo della lussuria (1995 postumo)
* Fremiti bollenti (1995 postumo)
* Doppio contatto anale, regia di Mario Bianchi (1995 postumo)
* Alla pressione (1995 postumo)
* Abissi veniali (1995 postumo)
* Super Moana (1997 postumo)

Filmografia non pornografica [modifica]

* La compagna di viaggio, regia di Ferdinando Baldi (1980)[32]
* Miracoloni, regia di Francesco Massaro (1981)
* Vieni avanti cretino, regia di Luciano Salce (1982)[33]
* Borotalco, regia di Carlo Verdone (1982)
* W la foca, regia di Nando Cicero (1982)[32]
* Vacanze di Natale, regia di Carlo Vanzina (1983)[32]
* Paulo Roberto Cotechiño centravanti di sfondamento, regia di Nando Cicero (1983)
* Fuga dal Bronx, regia di Enzo G. Castellari (1983)
* A tu per tu, regia di Sergio Corbucci (1984)
* Dagobert (Le bon roi Dagobert), regia di Dino Risi (1984)
* I pompieri, regia di Neri Parenti (1985)
* Ginger e Fred, regia di Federico Fellini (1986)[33]
* Amami, regia di Bruno Colella (1993)

Televisione [modifica]

* Tip Tap Club, condotto con Bobby Solo e Sergio Leonardi (1981)
* ...e la vita continua, regia di Dino Risi - Film TV (1984)
* Doppio misto, regia di Sergio Martino - Film TV (1986)
* L'araba fenice, condotto da Mazouz M'Barek (1988)
* L'Odissea, regia di Beppe Recchia - Film TV (1991)
* Magico David (1992)





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Edited by max_400 - 26/3/2012, 02:44

 
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